
1982 Olivetti M20
Olivetti M20, il primo PC europeo
L’Olivetti nel 1978 ha appena lanciato con successo la prima macchina per scrivere elettronica, la ET 101. Ma nel personal computing la sua offerta, basata sui microcomputer P6060 (1976) e P6040 (1977), non può competere con i nuovi PC di Apple o Commodore orientati al mercato di massa.
Scartata l’idea di aggiornare i prodotti esistenti, si opta per un progetto completamente nuovo. L’incarico è affidato a Enrico Pesatori, responsabile del Gruppo Informatica Distribuita, che si avvale del gruppo di progetto dell’OATC (Olivetti Advanced Technology Center), situato a Cupertino, nella Silicon Valley californiana, e guidato da Enzo Torresi. La definizione del nuovo prodotto richiede qualche tempo: sono in gioco scelte complesse sia sul piano tecnologico che su quello delle strategie di mercato. Dopo aver esplorato varie soluzioni, il progetto prende corpo e nel marzo 1982 viene presentato il primo personal computer europeo: è l’Olivetti M20, che nel nome rievoca il secondo modello di macchina per scrivere prodotto nel lontano 1920.
Il risultato è tecnologicamente molto valido: il sistema operativo PICOS e il microprocessore Z8001 a 16 bit, fornito da Zilog, offrono ottime prestazioni, ma la macchina non rispetta gli standard (Intel e Microsoft) che si stanno affermando sul mercato e quindi non può utilizzare il software applicativo già disponibile. Per rimediare, l’M20 viene fornito di emulatori e di un co-processore per l’MS-DOS.
Il nuovo PC Olivetti è accolto positivamente, anche in virtù del bel design curato da Ettore Sottsass, Antonio Macchi Cassia e George Sowden. Ma nonostante il rapporto prezzo/prestazioni sia ritenuto competitivo, le vendite annue restano nell’ordine di poche decine di migliaia di unità.

1983 Olivetti M24
L’esplosione del mercato mondiale dei PC sollecita Olivetti a progettare subito l’evoluzione dell’M20. L’incarico è affidato a Luigi Mercurio, responsabile della Direzione Informatica Distribuita, che si avvale ancora del gruppo di progetto di Cupertino, dove Giuliano Raviola coordina la PC Development Operation e Sandro Graciotti guida il settore dei PC Systems. Nasce così l’Olivetti M24, una macchina che privilegia la compatibilità con l’IBM e che viene presentata alla fiera di Hannover nel marzo 1984.
Il nuovo PC, disegnato nello studio di Ettore Sottsass, ha un’indiscussa superiorità tecnologica sui concorrenti: i progettisti sono riusciti ad offrire maggiori prestazioni e piena compatibilità con il PC IBM, pur utilizzando un microprocessore diverso (Intel 8086 vs. Intel 8088).
L’M24 ottiene un grande successo di mercato: la macchina è competitiva sul piano tecnologico e prestazionale e in più, rispetto all’M20, beneficia della compatibilità con gli standard di mercato, della maggiore esperienza acquisita dalla rete di vendita, dell’accresciuta dinamica della domanda europea e, soprattutto, dell’importante accordo strategico con l’americana AT&T.
Con questo accordo, divenuto operativo nell’aprile 1984, l’AT&T entra nel capitale Olivetti e le due società si impegnano a uno scambio di prodotti per espandere le rispettive gamme di offerta. Attraverso il canale AT&T l’M24 entra negli USA con importanti volumi di vendita.
Nel 1986 l’Olivetti produce e vende sul mercato mondiale quasi mezzo milione di PC, di cui 220mila in Europa e quasi altrettanti negli USA, diventando il terzo produttore mondiale e il primo europeo.
La presenza su tutti i mercati, la qualità dei prodotti, lo sviluppo di versioni specializzate per le banche e il retail rafforzano dovunque l’immagine della Olivetti come produttore di riferimento nel personal computing.
Il ciclo di vita dell’M24 dura quasi 3 anni e si protrae fino a tutto il 1986.

1984 Olivetti M24SP
L’Olivetti M24SP era il successore dell’M24 e offriva prestazioni migliorate grazie a una CPU 8086-1 più potente con clock a 10 MHz. La sigla “SP” nel nome del modello stava per ” Special Performance “. Era dotato di serie di 640 KB di RAM e di un disco rigido da 20 MB. Sebbene il pannello frontale del case fosse stato leggermente ridisegnato, il resto del telaio era identico al suo predecessore.
L’M24SP mostrato qui è una versione standard del dispositivo con un’unità floppy disk da 5,25 pollici da 360 KB, un disco rigido da 20 MB, un monitor a fosfori verdi.

1984 Olivetti M21
L’Olivetti M21 è un computer portatile prodotto nel 1984 dalla Olivetti. È un IBM compatibile trasportabile come una valigia. A suo tempo era uno dei portatili più veloci. Con l’intento di affermarsi a livello europeo, fu presentato a Londra il 29 marzo 1984, insieme all’Olivetti M24, sua controparte da tavolo; con questi modelli Olivetti entrava nel campo dei compatibili hardware e software, dopo il precedente M20 ben lontano da ogni compatibilità.
Era definito un “trasportabile” più che un vero e proprio portatile; pesa 14 kg ed è munito di maniglia a scomparsa, mentre la tastiera capovolta diventa un coperchio. Per l’uso è comunque necessaria l’alimentazione da rete elettrica.
Similmente ai portatili tipo IBM dell’epoca, è dotato di tastiera separata dall’unità centrale, che include invece un monitor a fosfori ambra ad alta risoluzione, capace di visualizzare 80 x 25 caratteri e 640 x 400 pixel, e due lettori di floppy disk da 5,25″ e 360 o 720 kB l’uno. Il monitor è da 9 pollici e può essere sostituito da uno a colori.
L’M21 si basa sul microprocessore Intel 8086 a 8 MHz, affiancabile dal coprocessore matematico opzionale Intel 8087. La RAM di base è di 128 kB, espandibile fino a 384 kB. La ROM è da 16 kB e il sistema operativo viene caricato da disco.
I sistemi operativi utilizzabili includono MS-DOS, CP/M-86, PCOS della Olivetti, UCSD p-System. Le espansioni possibili includono la scheda grafica a 16 colori o scale di grigi, le schede di rete Omninet o Ethernet, e la scheda con processore alternativo Z8000 (necessaria per usare PCOS). Si può collegare un disco rigido da 10 MB.

1986 Olivetti M19
L’Olivetti M19 è un personal computer IBM compatibile di classe economica dell’Olivetti, introdotto nel 1986 dall’azienda italiana per incontrare una più vasta fascia di mercato, affiancando il più potente Olivetti M24. Nel suo segmento questo computer ebbe un discreto successo in Italia.
È dotato di processore Intel 8088 a 4,77 MHz, due drive floppy da 5¼ pollici da 360kB, una porta seriale RS-232 e una porta parallela tipo Centronics, monitor a fosfori verdi, da 256 a 640 KB di memoria RAM e tre porte di espansione ISA. Era fornito di tastiera ridotta a 95 tasti e monitor separato a fosfori verdi con risoluzione CGA, 2 modi Plantronics (con 640×200 a 4 colori e 320×200 a 16 colori) e il modo 640×400 monocromatico Olivetti, che alimenta il computer stesso. Il monitor a colori (senza alimentatore per il PC) era opzionale e necessitava di un I/O box (uno scatolino da affiancare al cabinet dell’M19) contenente l’alimentatore separato per il computer e uno slot per una scheda ISA full size a 8 bit. Il monitor a colori non supportava la risoluzione 640×400 Olivetti.
Può essere dotato di un disco rigido “winchester” da 40 MB al posto di uno dei drive floppy, occupando anche uno slot ISA per il controller del disco. Può anche essere installato un altro processore 8088 a 8 MHz per aumentare la velocità di calcolo.
Nella confezione, oltre a computer, monitor e tastiera, si trovavano anche un manuale d’installazione e uso preliminare, un floppy disk dimostrativo, uno per testare l’hardware e uno con una versione base di MS-DOS 2.11 e alcuni programmi di utilità. L’edizione completa di MS-DOS andava ordinata a parte: Olivetti ne distribuiva una sua versione, identica a quella Microsoft tranne per la scatola e la manualistica.

1986 Olivetti M28
L’Olivetti M28, lanciato nel 1986, fu il primo personal computer Olivetti a montare il processore Intel 80286 a 8 MHz, e venne fornito di serie con 512 KB di RAM (espandibili a 1 MB), un disco rigido da 20 MB e il supporto per i sistemi operativi MS-DOS 3.2 e XENIX. La sua fama si deve alle sue avanzate capacità grafiche per l’epoca, con risoluzione fino a 640×400 a 16 colori, e all’espandibilità, che includeva opzioni per un coprocessore matematico e fino a tre unità disco, rendendolo un sistema robusto e versatile compatibile con i PC IBM. Fu rinominato e venduto in Nord America come AT&T PC 6310.
L’Olivetti M28 è stato il primo PC dell’azienda a utilizzare il processore Intel 80286, segnando un notevole balzo in avanti dal punto di vista tecnico per Olivetti e posizionandolo come un solido sistema compatibile con i PC IBM a metà degli anni ’80.
Era noto per la sua espandibilità, consentendo fino a tre unità disco e supportando un coprocessore matematico e una grafica avanzata, cosa insolita per l’epoca.
L’M28 è stato rinominato AT&T PC 6310 negli Stati Uniti e LogAbax Persona 1800 in Francia, a dimostrazione della sua portata internazionale e della sua adattabilità.
La sua filosofia di progettazione enfatizzava sia l’innovazione tecnica sia l’estetica modernista, rafforzando la reputazione di Olivetti per i suoi computer eleganti e incentrati sull’utente.
L’M28 contribuì a colmare il divario tra i primi PC e i più potenti sistemi di classe AT, assicurando a Olivetti un posto di leadership nell’informatica europea negli anni ’80.

1987 Olivetti M240
Con l’M240 Olivetti tentò di seguire la buona strada imboccata con il fortunatissimo M24, il nuovo modello non presentava grandissime migliorie rispetto al predecessore; era sempre un computer solido (il classico IBM compatibile), con una cpu velocizzata a 10 MHz e con maggiori possibilità d’espansione, oltre ad una valida scheda grafica EGA.
L’hard disk originale aveva una capacità di 20 MB.

1987 Olivetti M280
Olivetti M280, lanciato nel 1987, è un computer professionale di fascia alta che segnò un passo avanti per l’azienda, progettato per applicazioni mono/multiutente, potente e ingegneristicamente avanzato, dimostrando la capacità di Olivetti di competere nel settore dei PC nella fine degli anni 80.
Un PC di fascia alta: L’M280 rappresentava la risposta di Olivetti al mercato dei computer di classe superiore, capace di gestire contemporaneamente più utenti (multiutente) e carichi di lavoro intensivi.
Ingegneria e Compattezza: Anche se le sue prestazioni erano in linea con il periodo, l’M280 si distingueva per l’alto grado di ingegneria e l’assemblaggio compatto, riuscendo a integrare componenti avanzati in dimensioni ridotte per un PC desktop.

1987 Olivetti PC1
L’Olivetti Prodest PC 1, spesso chiamato PC1 sulle fonti non ufficiali, è un personal computer IBM compatibile messo in commercio a fine 1987-inizio 1988 dalla Olivetti. Era rivolto soprattutto al mercato degli home computer, educativo o semiprofessionale, con prezzo relativamente basso e capacità non eccelse per i suoi tempi. È il terzo e ultimo modello con il marchio della società controllata Olivetti Prodest, dopo il PC 128 e il PC 128 S, e non ha alcuna compatibilità con i precedenti.
È l’unico modello della serie Olivetti Prodest progettato e prodotto in Italia, mentre i due precedenti sono versioni italiane di computer stranieri, e l’unico a 16 bit. Fu apprezzato dalla critica, ma Olivetti sottovalutò l’importanza delle capacità da videogioco nel mercato domestico, dove i più attrezzati Amiga e Atari ST dominavano la fascia a 16 bit. Inoltre anche gli IBM compatibili di fascia bassa, per l’uso casalingo e nelle piccole imprese, cominciavano a essere rappresentati da macchine di produzione asiatica. Il PC1 non riuscì pertanto a imporsi sul mercato domestico e delle piccole attività. Si basa sul microprocessore NEC V40 (variante del NEC V20) a 8 MHz e su un controllore grafico che emula la grafica CGA, ed è dotato di 512 kB di RAM. Il computer è formato da un blocco unico con tastiera e lettore di floppy disk da 3,5″ integrato, con la possibilità di integrare anche un secondo lettore di floppy oppure un disco rigido. Come software in dotazione, erano inizialmente forniti il sistema operativo MS-DOS 3.20, l’ambiente di sviluppo GW-BASIC 3.20 e il videogioco Lode Runner. Per restare in linea con la natura economica e meno professionale del PC 1 rispetto ad altri IBM compatibili, la Olivetti pubblicò una biblioteca di software applicativo pensato per il PC 1, poco costoso e poco sofisticato.

1988 Olivetti M200
L’Olivetti M200 è un computer desktop compatto ed economico prodotto nel 1988, noto per il suo design integrato con monitor da 12″ fisso, processore NEC V40 (compatibile con Intel 80188) e sistema operativo MS-DOS 3.30, che lo rendeva una soluzione entry-level accessibile per uffici e casa, nonostante alcune limitazioni di espansione rispetto ai modelli più grandi.
L’M200 si inserisce nella strategia Olivetti di offrire alternative al costoso mercato dei PC IBM, puntando su un prezzo aggressivo e un design funzionale.
Si distingue dai predecessori, come l’M20 (del 1982, basato su processore Zilog Z8001 e sistema operativo PCOS) e l’M24 (compatibile IBM, più performante), come macchina economica e “tutto in uno” per un pubblico meno esigente, ma desideroso di avere un computer per l’ufficio o la casa.
In sintesi, l’M200 fu un esempio di computer che cercava di democratizzare l’accesso al calcolo personale, pur mantenendo una forte identità “Made in Olivetti” nel design e nelle scelte hardware.

1988 Olivetti M290
Nel 1988 Olivetti presenta l’M290, un personal computer progettato per soddisfare le esigenze di utenti professionali alla ricerca di maggiore potenza di calcolo e flessibilità di configurazione. Si colloca nella fascia alta della gamma Olivetti basata su processore Intel 80286, ereditando alcune caratteristiche dell’M280 ma orientandosi maggiormente al mercato desktop professionale.
Le caratteristiche tecniche principali sono:
CPU: Intel 80286 a 12 MHz, compatibile con coprocessore matematico Intel 80287 opzionale.
Memoria RAM: configurazione standard da 2 MB, espandibile per supportare sistemi operativi e applicazioni più esigenti.
Memoria di massa:
Hard disk con capacità fino a 100 MB.
Unità floppy disk da 3,5″ o 5,25″ a seconda delle configurazioni.
Interfacce: porte seriali e parallele integrate; possibilità di espansioni tramite slot ISA a 16 bit.
L’M290 è progettato per garantire compatibilità con più ambienti software, fra cui:
MS-DOS, per applicazioni standard IBM PC.
MS OS/2, sistema operativo multitasking emergente nella seconda metà degli anni ’80.
XENIX, per contesti multiutente e applicazioni in rete.
Questa versatilità lo rende adatto sia ad ambienti stand-alone che come nodo di rete aziendale. Il case dell’M290 è concepito per facilitare interventi di manutenzione e aggiornamento, con spazi interni ottimizzati per ospitare unità disco di grande capacità e schede aggiuntive. La tastiera Olivetti di nuova generazione, associata al modello, offre ergonomia migliorata e disposizione tasti adatta a lunghe sessioni lavorative.
L’Olivetti M290 si posiziona come desktop professionale di alto livello, adatto a studi tecnici, reparti di progettazione, centri di elaborazione dati e uffici che richiedono elevate prestazioni in un formato da tavolo. La possibilità di configurarlo con diversi sistemi operativi lo rende una soluzione flessibile, capace di adattarsi a contesti diversi, dal semplice uso d’ufficio alla gestione di reti aziendali e ambienti multiutente.
L’M290 consolida la presenza di Olivetti nel segmento dei PC compatibili di fascia alta alla fine degli anni ’80 e rappresenta un ponte verso le soluzioni basate su processori di nuova generazione, come l’80386, che l’azienda adotterà nei modelli successivi.

1989 Olivetti M250
M250 si pone ai massimi livelli della fascia bassa di PC professionali offerti da Olivetti. Per venire incontro alle nuove esigenze del mercato I’M250 presenta, in versione aggiornata, le caratteristiche vincenti tipiche dell’M240: compatibilità, vantaggi prestazionali, tecnologia avanzata.
L’M250 infatti sintetizza gli standard di mercato emergenti nel campo dell’elaborazione professionale: microprocessore 80286 da 8 MHz con “zero wait-state”; memoria RAM da 1 MB; drive per dischetti da 3,5″; bus di espansione AT da 16 bit; possibilità di lavorare sia con MS-DOS che con MS OS/2.
Inoltre Olivetti ha aggiunto alcune particolari innovazioni, quali il controller grafico VGA compatibile e l’accesso rapido all’hard disk. Mouse e controller video integrati rendono disponibile un maggior numero di slot per eventuali piastre di espansione. L’architettura a 16 bit assicura potenza, velocità e completa compatibilità con la vasta gamma di piastre di espansione XT/AT esistenti sul mercato.
II microprocessore a 16 bit 80286, sostituendo l’attuale standard a 8 bit, garantisce elevate prestazioni, sempre più richieste ad un Personal Computer professionale. Olivetti mette oggi a disposizione degli utenti I’M250: una macchina dal prezzo competitivo proprio della fascia bassa con le prestazioni tipiche della fascia alta di Personal Computer.
La memoria espandibile fino a 16 MB e la capacità dell’hard disk fino a 40 MB significano che M250 può trattare sia applicativi a grande occupazione di memoria che attività multi-tasking sotto il sistema operativo OS/2, oltre a poter funzionare come server di basso costo nell’ambito di una rete locale.
Perché aspettare il domani, quando già oggi è possibile avere potenza, compatibilità e flessibilità?

1989 Olivetti M290S
Olivetti M290S
Olivetti adotta per questo personal computer, prodotto a partire dal 1989, una filosofia che prenderà piede solo molti anni più avanti, cioè tutti i componenti del pc sulla scheda madre, e con un’architettura del contenitore molto sofisticata.
La CPU è un Intel 80286 a 12 MHz (16 bit). Ha una memoria ram da 1 Mb (ottimamente gestita da un chip sviluppato internamente da Olivetti), un hard disk da 30 Mb (peraltro molto lento), floppy 3,5 pollici da 1,44 Mb. Il sistema operativo è l’MS-DOS 6.22 (ma può essere installato anche l’MS-OS/2) con l’emergente interfaccia grafica Windows 3.1.